Si erano messi d’accordo di presentare contemporaneamente in due articoli indipendenti i risultati annunciati durante il seminario al CERN dello scorso dicembre. E così è stato. Oggi gli esperimenti ATLAS e CMS hanno sottoposto per la pubblicazione a Physics Letter B i dati arricchiti di ulteriori analisi che le collaborazioni hanno svolto in quest’ultimo mese. Ciò che emerge è la conferma che la regione di energia dove con maggiore probabilità si troverebbe il bosone di Higgs secondo il Modello Standard è quella compresa tra i 116 e i 131 GeV per ATLAS, e tra i 115 e i 127 GeV per CMS. Questo dato ora è affinato da nuove statistiche che restringerebbero la finestra energetica per entrambi gli esperimenti ai 124-126 GeV. Statistiche che però non sono ancora sufficienti per poter parlare di “scoperta”, come ci tengono a precisare i fisici degli esperimenti. Di certo, a pochi giorni dalla rimessa in moto dell’acceleratore, questi risultati fanno ben sperare per il 2012: a LHC sono sicuri, infatti, che i dati di quest’anno saranno determinanti per confermare o per escludere, in entrambi i casi in modo definitivo, l’esistenza del bosone di Higgs. E di questo e altro ancora si parlerà a Catania il prossimo 23 marzo nel corso dell’incontro “Esploratori dell’invisibile”, durante il quale il pubblico incontrerà i protagonisti di queste ricerche.
martedì 7 febbraio 2012
ATLAS E CMS PUBBLICANO I DATI SULL'HIGGS
sabato 4 febbraio 2012
COLLISIONI A 8 TeV? SARA' DECISO A CHAMONIX
È ormai iniziato il conto alla rovescia. I primi di marzo i macchinisti di LHC inietteranno nuovamente i protoni nell’anello dell’acceleratore e così, dopo la pausa invernale, riprenderanno quelli che in gergo vengono chiamati i run. C’è grande attesa per questa ripartenza perché il 2012 potrebbe essere decisivo per la caccia al bosone di Higgs. Ma quest’anno ci potrebbe essere anche una novità. Gli scienziati stanno, infatti, valutando se alzare l’energia della macchina, portandola da 3,5 TeV a 4 TeV, che significherebbe avere collisioni a 8 TeV nel centro di massa. Il dibattito su questo punto è aperto all’interno della comunità. Se da una parte i macchinisti vorrebbero spingere l’acceleratore verso un’energia di regime maggiore, dall’altra i fisici degli esperimenti preferirebbero andarci cauti. Alzare l’energia, infatti, significa estendere la statistica introducendo un’incognita: si devono confrontare dati raccolti a due energie differenti e la loro analisi potrebbe richiedere lo sviluppo di ulteriori simulazioni. La decisione finale è attesa per la metà della prossima settimana, dopo che se ne sarà discusso nella conferenza di Chamonix.
giovedì 26 gennaio 2012
MESSA A PUNTINO E ANALISI DEI DATI
Anche se LHC è spento per lo stop invernale, al CERN c’è comunque un gran da fare. I ricercatori degli esperimenti stanno infatti approfittando di questa pausa nella presa dati per rimettere a puntino i grandi apparati rivelatori e per proseguire nell’analisi dei dati raccolti lo scorso anno. “Al momento – ci spiega Fabiola Gianotti, che dirige l’esperimento ATLAS – stiamo facendo manutenzione alla macchina in vista della ripresa dell’attività di LHC, ma siamo anche impegnati nello studio della grande mole di dati che è stata raccolta nel 2011 da ATLAS”. “In questo momento, sia noi sia i colleghi di CMS stiamo lavorando alla stesura degli articoli con i risultati sul bosone di Higgs, che abbiamo presentato alla comunità scientifica nel corso del seminario al CERN lo scorso dicembre, articoli che saranno presentati per la pubblicazione il mese prossimo”. “Ma non è tutto, – prosegue Gianotti – siamo impegnati, infatti, anche nell’analisi dei dati interessanti per lo studio di tutta la fisica per cui è stato progettato ATLAS, non c'è solo l'Higgs fra i nostri obiettivi, e questi risultati li presenteremo a marzo durante le conferenze invernali”. E marzo sarà anche il mese in cui nell’anello di LHC riprenderanno a circolare i fasci di protoni e ricominceranno le collisioni.
martedì 27 dicembre 2011
LA PRIMA NUOVA PARTICELLA DI LHC
A pochi giorni dall’annuncio di primi possibili indizi del bosone di Higgs, l’analisi dei dati raccolti dagli esperimenti di LHC comincia a portare anche altri frutti. Alcuni ricercatori dell’esperimento ATLAS hanno infatti annunciato la scoperta sperimentale di una nuova particella, la prima di LHC. E’ una particella composta da un un tipo di quark (beauty) e dal suo antiquark ed è chiamata Chi_b (3P). Prevista da molti modelli teorici questa particella fino ad oggi non era mai stata osservata. Fa parte della famiglia dei mesoni: particelle composte da un quark e dal corrispondente antiquark decadono in tempi infinitesimi, una volta prodotte nelle collisioni ad alta energia dei protoni. “Il loro studio può aiutarci a comprendere meglio la forza forte, - ha dichiarato James Walder, dell’Università di Birmingham - che è la forza fondamentale che lega i quark nei protoni e nei neutroni e consente a questi ultimi di formare i nuclei atomici. Questa scoperta comunque è senz' altro la prima di molte altre che seguiranno dall’analisi della impressionante quantità di dati prodotta quest’ anno da LHC.”
martedì 13 dicembre 2011
BOSONE DI HIGGS, PIU' VICINI ALLA SCOPERTA
Il seminario di oggi, martedì 13 dicembre, al CERN, ha reso più concreta la caccia al bosone di Higgs. I dati presentati da Fabiola Gianotti (ATLAS) e Guido Tonelli (CMS) dicono che la caccia non è finita, ma si sta andando nella direzione giusta.In un comunicato, il CERN afferma che i nuovi risultati sono "una mole tale da segnare un deciso passo avanti nella ricerca del bosone di Higgs, ma non sufficiente a permettere di fare affermazioni conclusive sull'esistenza o non esistenza dell'elusivo Higgs. La conclusione principale è che, se esiste, il bosone di Higgs secondo il Modello Standard ha una massa inclusa con maggiore probabilità nell’intervallo 116-130 GeV per l'esperimento ATLAS e 115-127 GeV per CMS. Entrambi gli esperimenti hanno osservato in questa regione di massa segnali indicativi, ma non ancora sufficientemente forti da permettere la rivendicazione di una scoperta".
lunedì 12 dicembre 2011
SU RAINEWS24 LA DIRETTA DA GINEVRA
Martedì 13 dicembre, RaiNews24 trasmetterà in diretta da Ginevra il pomeriggio "caldo" del seminario e della conferenza stampa al CERN di Ginevra. Assieme al conduttore Marco Dedola sarà in studio a commentare gli eventi anche il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Fernando Ferroni. Protagonisti della giornata saranno i ricercatori degli esperimenti ATLAS e CSM, guidati dagli italiani Fabiola Gianotti e Guido Tonelli. Le televisioni di tutto il mondo si collegheranno durante il pomeriggio per seguire il seminario e la conferenza stampa nel corso dei quali saranno dati gli ultimi aggiornamenti sulla caccia al bosone di Higgs. L'attesa è forte e rilevata dai media di tutto il mondo. Per seguire la diretta di RaiNews24 bisogna collegarsi con il canale 48 del digitale terrestre o con il canale 508 di Sky.
venerdì 9 dicembre 2011
E' TEMPO DI VACANZA PER LHC
Anche quest’anno è arrivata l’ora di prendersi un periodo di pausa per il grande acceleratore di Ginevra. Ieri la macchina è stata spenta per il consueto stop invernale, programmato per questioni energetiche. “LHC ci ha fatto un po’ tribolare durante le ultime ore di attività – ci dice Mirko Pojer dalla sala di controllo – perché abbiamo perso il fascio più volte per problemi di varia origine, anche se nessuno di seria entità”. “Il giorno prima – ci spiega inoltre Pojer – avevamo fatto alcuni “quench test”, come vengono chiamati, durante i quali abbiamo cercato di portare i magneti di LHC dallo stato superconduttivo a quello resistivo, eccitando il fascio e facendolo collidere nel punto 7 dell'anello, in modo da produrre una pioggia di particelle che potesse procurare il loro riscaldamento. Ma non ci siamo riusciti. E questo è molto positivo per la macchina, perché significa che i magneti sono sicuri”. “Il bilancio di quest’anno è decisamente buono – conclude Pojer – basti pensare che solo nell’ultimo mese, durante il quale abbiamo lavorato con gli ioni anziché con i protoni, la presa dati è andata di gran lunga al di sopra delle più rosee aspettative. Siamo molto soddisfatti e speriamo che anche gli esperimenti lo siano”. E ora i ricercatori che lavorano agli esperimenti si potranno concentrare nell’analisi degli eventi raccolti, in attesa della ripresa dell’attività di LHC, prevista per il prossimo 8 marzo.